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In Diretta #2 – La Capsula in Zirconio / Ceramica

In Diretta #2 – La Capsula in Zirconio / Ceramica

La capsula (o corona) in zirconio ceramica

 

La corona in zirconio ceramica unisce in se l’altissima durezza e resistenza dello zirconio, utilizzato per la struttura portante della capsula,  e l’impareggiabile estetica della ceramica. Viene utilizzata da alcuni anni per  la costruzione di capsule sia dei denti anteriori che quelli posteriori od anche per protesi dentarie fisse complete su impianti dentali in titanio osteointegrati.

 

Caratteristiche

Le caratteristiche principali che fanno della corona in zirconio ceramica un presidio odontoiatrico di alta gamma, vanno riscontrate nella metodica costruttiva e nel materiale non metallico della struttura sottostante la ceramica.

In altre parole, a differenza della corona in metallo ceramica, la corona zirconio ceramica utilizza un’anima in ossido di zirconio (o zirconia) che la rende estremamente resistente ai carichi cui è sottoposta.

Il motivo che ha spinto i ricercatori ad utilizzare lo zirconio al posto del metallo è che il primo ha notevoli doti estetiche ovvero si lascia attraversare dalla luce cosa che le leghe metalliche non permettono. Il risultato è facilmente intuibile, ovvero il dente incapsulato non sarà distinguibile da quelli naturali poiché si comporterà come questi ultimi.

Anche se comunemente si utilizza la dicitura corona zirconio ceramica, a livello tecnico, stiamo parlando dell’ossido di zirconio.

 

Una foto del prezioso elemento di Zirconio allo stato puro

Una foto del prezioso elemento di Zirconio allo stato puro

 

Procedura di costruzione

La fase iniziale vede il dentista impegnato nella preparazione del dente che deve essere preventivamente curato (carie, pulpite etc.), o devitalizzato se il caso lo richiede e, in fine, essere ridotto a moncone ovvero limato. Il tutto avviene senza che il paziente senta dolore, se necessario con l’ausilio dell’anestesia locale.

Il  paziente potrà lasciare lo studio con una corona provvisoria in resina ed un nuovo appuntamento

All’appuntamento successivo  è necessario procedere con la presa delle impronte dentali che saranno inviate al laboratorio tecnico.

L’odontotecnico prosegue con la realizzazione un modello in gesso che è sottoposto a scannerizzazione tridimensionale per acquisirne un’immagine digitalizzata che ne rappresenta fedelmente le tre dimensioni: larghezza, altezza e profondità.

Dopo la progettazione computerizzata della futura corona in zirconio ceramica, le informazioni passano dal software ad una speciale strumentazione che ha il compito di fresare il blocchetto di zirconio e realizzare così la cappetta.

 

Il paziente ritorna sulla poltrona dell’odontoiatra per la prova della cappetta in zirconio sul moncone del dente e, se tutto va bene, si decide il colore della corona.

La palla torna al laboratorio che provvederà al completamento della capsula in zirconio con l’apposizione della ceramica ed alla colorazione di quest’ultima.

Adesso la corona è pronta per essere cementata definitivamente sul dente, in modo tale da ripristinare sia la funzione masticatoria che l’estetica.

 

Vantaggi della corona in zirconio ceramica

  • Estrema resistenza, paragonabile a quella della corona in metallo e ceramica con in più la translucenza dello zirconio;
  • Assenza di reazioni allergiche grazie all’alta biocompatibilità dello zirconio;
  • Possibilità di costruire protesi fisse su impianti dentali complete senza temere punti deboli causa di improvvise rotture;
  • Peso complessivo minore

. Completa assenza di elementi metallici

 

Svantaggi

L’unico svantaggio di una corona in zirconio ceramica è rappresentato dai costi di produzione leggermente più elevati ma, c’è da dire, che questi stanno scendendo velocemente grazie alla diffusione su larga scala degli strumenti di precisione e dei materiali di costruzione necessari.

 

 

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In diretta #1 – Le cose da sapere sulla devitalizzazione (Dott. C. Danucci)

<http://ateliers-du-net.com/>Le cose da sapere sulla move2more.com, a cura del Dott. Ciro Danucci

 

Per verificare se è necessario devitalizzare un dente, la corretta descrizione dei sintomi e  del dolore sono la prima e più importante informazione che il paziente deve fornire al medico. Seguirà un appropriato esame clinico, strumentale e radiografico

E’ importante ottenere informazioni dettagliate riguardo l’individuazione e la diffusione del dolore, ed è importante valutare anche l’ intensità, la periodicità, la durata e gli stimoli che provocano il dolore stesso.

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Vi sono controindicazioni alla devitalizzazione di un dente?

Non esistono controindicazioni specifiche per devitalizzare un dente, tuttavia vi sono patologie croniche o acute in cui per problematiche relative all’uso di alcuni farmaci bisogna, prima di procedere alla devitalizzazione del dente, fare un’attenta valutazione sulla possibilità o meno di effettuare l’intervento.

 Quando è necessario devitalizzare un dente?

I casi in cui solitamente bisogna procedere con la devitalizzazione di un dente  sono:

  • Carie profonda
  • Frattura
  • Dente precedentemente trattato che presenta complicanze di vario genere

Sia nel caso di carie sia nel caso di frattura è necessario valutare lo stato parodontale ( cioè la robustezza del tessuto che tiene in posizione il dente);  nel caso in cui sia sfavorevole è necessaria l’estrazione, nel caso in cui sia favorevole il dente può essere recuperato in vari modi, a seconda dei casi che si presentano, a seguito di un’attenta diagnosi endodontica:

  • Se la polpa è integra o affetta da un’infezione reversibile si procede con la disinfezione e ricostruzione del dente.
  • Se la polpa è affetta da pulpite irreversibile si procede con la devitalizzazione del dente e successiva otturazione e ricostruzione.
  • Se la polpa è in necrosi occorre devitalizzare un dente e ricostruirlo.
  • Se il dente è già stato devitalizzato bisogna ritrattarlo e ricostruirlo.

Come si procede alla devitalizzazione di un dente?

Per devitalizzare un dente è necessario procedere seguendo diverse fasi:

-Fase preoperatoria: è la fase in cui il dentista deve valutare la sintomatologia e deve studiare la radiografia

-Anestesia locale

-Fase di rimozione della carie e di creazione della cavità di accesso alla camera pulpare: una volta creata la cavità il pavimento della camera pulpare deve essere visibile nella sua totalità.

-Fase di rimozione della polpa: in questa fase viene rimossa la polpa tramite strumenti sottili.

-Sagomatura: consiste nella strumentazione canalare al fine di ottenere un’otturazione tridimensionale precisa.

-Otturazione: in questa fase il dentista riempie il canale o i canali con un materiale biocompatibile come la guttaperca. In combinazione con la guttaperca viene spesso utilizzato un cemento adesivo in modo da ottenere una chiusura totale dei canali.

-radiografia di controllo post operatoria

Quanto costa devitalizzare un dente?

Secondo il tariffario ANDI,  il costo di una devitalizzazione, esclusa la corona, varia in un range fra i 100,00 per i monoradicolati e i 500,00 euro per i casi più complessi.

Devitalizzare un dente fa male?

Grazie alle procedure anestetiche oggi messe in pratica, la devitalizzazione di un dente risulta più noiosa che dolorosa. Solitamente l’ansia dovuta all’operazione passa con l’inizio dell’intervento. Nei casi di interventi su denti infetti potrebbe essere necessaria una terapia antibiotica e antinfiammatoria per controllare un eventuale dolore post intervento

Si può devitalizzare un dente in gravidanza?

L’intervento di devitalizzazione di un dente richiede una radiografia preoperatoria ( per effettuare una diagnosi corretta) ed una postoperatoria (per controllare la corretta chiusura del canale). La quantità dei raggi è minima e innocua ma durante la gravidanza è controindicato sottoporsi a tale esame. In condizioni come la gravidanza alle prime settimane, si può operare una terapia endodontica volta ad eliminare la polpa camerale in maniera da scongiurare eventuali dolori da pulpite acuta. Questo intervento può essere eseguito con un minimo quantitativo di anestetico locale somministrato per via intraligamentosa o intrapulpare. Al termine della gravidanza si potrà concludere la terapia senza alcun rischio.

Il dente devitalizzato quanto dura?

Un dente sottoposto a terapia canalare è normalmente più fragile di un dente sano. Infatti il dente devitalizzato subisce un processo di indebolimento strutturale sia perché è stato molto lavorato, sia perché è privo della polpa e di conseguenza subisce un processo di vetrificazione che ne riduce  la resistenza ai traumi masticatori. E’ quindi consigliabile l’applicazione di una corona (capsula) ai fini di aumentarne la resistenza strutturale e la durata nel tempo

 

 

 

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